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La memoria di Judith Scott

Come ben sapete la memoria di Judith Scott mi accompagna da quando ho avuto la fortuna di conoscere i suoi lavori e la sua storia. In modo del tutto naturale e quasi istintivo decisi di dedicargli il laboratorio di Fiber Art di Pino Torinese dell’Associazione Vivere. Ora, con grande gioia ed emozione e, non posso nasconderlo, anche con un pizzico di gratificazione, ricevo un riscontro del mio lavoro e da parte addirittura della famiglia Scott, nella persona di Joyce Scott e suo marito John Cooke. Joyce è la sorella gemella di Judith. Da qualche mese siamo in corrispondenza. Mi hanno trasmesso i loro apprezzamenti sul lavoro fatto in Bottega e anche il loro orgoglio per il fatto che Judith sia stata in qualche modo fonte di quella ispirazione. Una bella conferma del valore di quanto fatto con i ragazzi. Lavorando, creando, riciclando. E divertendoci a dispetto di tutto. Grazie ancora a Judith, Joyce e John.

 

Joyce & Judy Scott

 

 


Un libro su Judith e Joyce Scott.

La famiglia Scott ci ha segnalato l’uscita in questi mesi, per ora solo nell’edizione americana, di un libro dedicato alla storia e all’arte di Judith Scott e di sua sorella Joyce.
“Entwined” è un racconto personale e penetrante che esplora non solo il mondo complesso della disabilità, ma parla anche di perdita e riunione, della storia sorprendente di due sorelle che si  ritrovano anche attraverso l’arte.
Speriamo presto in una edizione italiana.

A questo link trovate maggiori informazioni.

http://www.beacon.org/Entwined-P1198.aspx

 


La clessidra

Un mio vecchio lavoro, mai esposto, intitolato “La clessidra” e dedicato al tempo.

 

clessidra

Claudio Cavallin, fotografo.

Ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere Claudio Cavallin, bravissimo fotografo chierese. Trovo le sue immagini molto interessanti e artistiche. Una ricerca quasi pittorica. Questo è uno dei ritratti che mi ha dedicato. Grazie ancora a Claudio e complimenti per il suo lavoro. Potete approfondire visitando il suo sito:

www.claudiocavallin.com

 

cavallin

 


Un ricordo di Sandra Luongo, tessitrice antica.

Sandra Luongo, tessitrice artigianale di Bisaccia, in provincia di Avellino in Campania, ci ha lasciato prematuramente lo scorso mese. Questo il mio ricordo di quando ebbi il piacere di incontrarla.

 

Sandra Luongo

 

 

 

 

 

 

 

 

Ero andato a Bisaccia per ricerche genealogiche perché non sapevo molto dei miei avi materni. Al Comune lessi che era visitabile, dopo un lungo restauro, il famoso Castello Ducale che aveva ospitato anche Torquato Tasso, e volli visitarlo. In una delle ampie sale, a piano terreno, fui attratto da un telaio a mano, di legno chiaro e già pronto per tessere. A illustrare i motivi della presenza del telaio c’era una giovane graziosa del luogo. Aveva seguito un corso preparatorio, finanziato dalla regione Campana, e ora era pronta per iniziare una sua attività senza alcun aiuto pubblico.

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Forme deformate

Negli anni ’90 ho prodotto una serie di sculture. Il più delle volte a rappresentare dei volti, giocando con le linee e le forme. Deformandole cercando inedite espressioni.
Eccone una, realizzata in terra rossa di Castellamonte e colorata con vetrino celeste.

 

faccia

 


L’Urlo di Filomela

Un mio vecchio lavoro che risale ad anni fa e a cui tengo molto. S’intitola “L’urlo di Filomela” ed è ispirato ad un avvenimento raccontato nelle “Metamorfosi” di Ovidio. Un fatto cruento che riecheggia i tristi femminicidi del nostro tempo.

 

l'urlo di Filomela

 


Laboratorio con i bambini della scuola primaria

Mercoledì 25 febbraio prima lezione di laboratorio, con Paola, alla IV classe elementare sez.B della “Domenico Folis “di Pino Torinese.
Ordito e trama e primi esperimenti. Il lavoro con i bambini è sempre stimolante.
Ecco alcune immagini.  Fotografa la nostra Giovanna della Bottega “Judith Scott”.

 

 

 

 

 

 

 

 


Tre lavori dedicati a Velletri.

I miei tre lavori più recenti sono dedicati a Velletri, la cittadina vicino a Roma dove ho trascorso 5 anni della mia vita da adolescente e che sempre ricordo con affetto. In due di questi lavori (ArteMisio e Ginnetti)  ho introdotto per la prima volta  un nuovo elemento che è il “ fine rocca”. Nel terzo – Ponte Rosso – ho utilizzato anche  residui di tessuto che mi ero creato in precedenza,  fatto di fili vari sminuzzati ed incollati su una base di feltro. Continua la mia “mania” di utilizzo ottimale del filato fino alle “briciole”. Così pure per i “fine rocca” che sono le piccola quantità che rimangono del filato sulle centinaia di rocche necessarie per formare gli orditi. Queste rocche abitualmente sono destinate ad essere accantonate  e stipate in scatoloni di cartone. Il recupero di questi residui di filato si ritiene “improduttivo” e pertanto la maggior parte delle volte si smaltisce insieme alle rocche stesse.
Questa situazione di stallo di quei pochi metri di filo sopravvissuto mi ha sempre fatto pensare. Come tutte le cose che noi utilizziamo e che “accantoniamo” e poi buttiamo via quando non ci servono più. In questo caso io ho cercato di renderli vivi ed utlizzarli al meglio.

 

Ponte Rosso - Formato cm. 60 x 52 Pannelli di cartone, fili colorati d’ordito e fili colorati sminuzzati sul feltro. Tecnica mista. Ginnetti - Formato cm. 67 x 54 Pannelli di cartone, fili colorati d’ordito e residui di fine rocca su cartoncino colorato. Tecnica mista. Arte-misio - Formato cm. 80 x 80 Pannnelli di cartone, fili colorati d’ordito, ritagli di tessuto e residui di fine rocca. Tecnica mista.